IL LABIRINTO DAL MEDIOEVO AL RINASCIMENTO
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La cattedrale Notre-Dame di Chartres |
Il tema del labirinto ha origini antiche, dal labirinto di Dedalo, che imprigionava i suoi ospiti, al Medioevo, dove esso assume un significato filosofico più profondo.
In molte cattedrali e chiese gotiche sono presenti labirinti costruiti nella pavimentazione, veri e propri percorsi che i fedeli affrontavano fino al centro.
Il labirinto infatti rappresentava il pellegrinaggio, per coloro che non potevano affrontare quello in Terra Santa, un percorso di penitenza ed espiazione.
I fedeli lo percorrevano fisicamente, e muovendosi tra le ''vie'' percorrevano la loro vita e riflettevano.
Il labirinto medievale non concepisce la possibilità di perdersi, non esistono bivi o percorsi chiusi, si arriva sempre alla fine, per indicare la retta via e l'ortodossia.
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Incisione del " Labirinto della Villa Pisani", Stra, G. B. Carboni, N. Randonnette, XVIII sec. |
L'uomo si muove nel labirinto non più in cerca di salvezza, ma per conoscere se stesso. Il suo diventa un cammino esplorativo della propria esperienza individuale.
Come tale non lo troviamo più nelle chiese, ma nei palazzi, nelle ville e nei giardini.
Un esempio di tale percorso è il VI canto dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto del 1516, dove i personaggi percorrono il labirinto di vegetazione dell'isola di Alcina. (https://it.wikisource.org/wiki/Orlando_furioso_(1928)/Canto_6)
https://play.google.com/books/reader?id=kgWse4J4mOAC&hl=it&pg=GBS.PP464
https://it.aleteia.org/2018/08/16/labirinti-medievali-chiese-chartres-gerusalemme-celeste/